Percorso della memoria Canepina

Percorso della memoria Canepina

Dal 5 giugno 1944 ad oggi

UN PAESE CI VUOLE 2020 - Avviso pubblico per la valorizzazione del patrimonio culturale nei piccoli comuni del Lazio

Introduzione

Il Percorso della Memoria, seguendo il doppio filo narrativo della storia antica e della storia recente, ci porterà tra i resti dei monumenti medievali di Canepina e le testimonianze del bombardamento del 5 giugno 1944.
Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, il paese ebbe la sfortuna di trovarsi nel mirino delle operazioni militari degli Alleati: nel tentativo di bloccare la ritirata dei nemici lungo il ponte di Canepina, gli aerei americani sganciarono le bombe sul centro storico e colpirono molte abitazioni civili. Fu un evento devastante e inaspettato, che costò la morte a 115 persone e distrusse la parte più antica del paese.
In quel tragico giorno la comunità canepinese perse alcuni suoi membri, ma anche le testimonianze del proprio passato; l’area bombardata infatti corrispondeva al nucleo originario del centro.

PRIMA TAPPA - Pannelli pittorici in via Porta Piagge

Il nostro viaggio parte da via Porta Piagge, dove vale la pena soffermarsi sui pannelli pittorici realizzati dall’artista e docente di arte Floriana Fusari. Essi rappresentano tre diversi momenti della vita della comunità canepinese: l’operosa e serena quotidianità prima del bombardamento, il tragico momento dell’esplosione e la triste quiete del periodo successivo.

Fontana del Castello: Ministero della Cultura, IC-CD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) - Gabinetto Fotografico Nazionale, Fondo Luciano Morpurgo, negativo numero 22778

Immagine tratta da un vetrino della collezione di cartoline di Sante Foglietta, edite da Alterocca Terni, gentilmente concessa dalle nipoti)

Porta Castello: Ministero della Cultura, IC-CD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) - Gabinetto Fotografico Nazionale, Fondo Luciano Morpurgo, negativo numero 22791

La fontana originaria, distrutta dal bombardamento, è nominata in fonti d'archivio risalenti al 1487. Essa era sormontata da un arco, con lo stemma del comune di Canepina, ed aveva una grande vasca, con due abbeveratoi per gli animali. Quella che vediamo oggi è una ricostruzione risalente al secondo dopoguerra. Da sempre luogo di ritrovo per gli abitanti della zona, ancora oggi mantiene la sua funzione aggregante.

SECONDA TAPPA - La fontana di Via Risciolo

La fontana originaria, distrutta dal bombardamento, è nominata in fonti d'archivio risalenti al 1487. Essa era sormontata da un arco, con lo stemma del comune di Canepina, ed aveva una grande vasca, con due abbeveratoi per gli animali. Quella che vediamo oggi è una ricostruzione risalente al secondo dopoguerra. Da sempre luogo di ritrovo per gli abitanti della zona, ancora oggi mantiene la sua funzione aggregante.

TERZA TAPPA - Porta Castello

Porta Castello era il più antico punto di accesso al Castrum Canapinae. L'arco, che immetteva in due vicoli interni al complesso castellano, è stato completamente distrutto durante il bombardamento del ‘44. Sulla destra della Porta si ergeva una torre a pianta circolare, anch’essa demolita nella medesima circostanza, la quale era un importante punto di vedetta nella vallata sottostante. Entrambi i monumenti risalgono probabilmente alla fondazione del centro (1058).

Il primo nucleo del Castrum Canapinae: Archivio di Stato di Viterbo – Foto aeree S.A.R.A. Nistri 1930 - 32, Canepina Busta numero 15.

Porta Castello: Ministero della Cultura, IC-CD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) - Gabinetto Fotografico Nazionale, Fondo Luciano Morpurgo, negativo numero 22791

Il primo nucleo del Castrum Canapinae: Archivio di Stato di Viterbo – Foto aeree S.A.R.A. Nistri 1930 - 32, Canepina Busta numero 15.

Il primo nucleo del Castrum Canapinae: Archivio di Stato di Viterbo – Foto aeree S.A.R.A. Nistri 1930 - 32, Canepina Busta numero 15.

QUARTA TAPPA - Le mura

Dalla torre partiva la cinta muraria, che delimitava l’originario nucleo abitato del paese. Le mura, erette per la difesa del centro, sono ancora oggi parzialmente visibili. Secondo le fonti nel 1487 esse furono riaperte, per includere nella fortezza i borghi attigui e ricavare altre porte.

QUINTA E SESTA TAPPA - La Chiesa di San Giovenale e Piazza 5 Giugno 1944

Porta Castello era il più antico punto di accesso al Castrum Canapinae. L'arco, che immetteva in due vicoli interni al complesso castellano, è stato completamente distrutto durante il bombardamento del ‘44. Sulla destra della Porta si ergeva una torre a pianta circolare, anch’essa demolita nella medesima circostanza, la quale era un importante punto di vedetta nella vallata sottostante. Entrambi i monumenti risalgono probabilmente alla fondazione del centro (1058).La chiesa di San Giovenale, dedicata ad uno dei santi protettori di Canepina, era il più antico luogo di culto del Castrum Canepinae. Dell’edificio ecclesiastico, edificato a ridosso del castello, restano attualmente solo i contrafforti della parete destra. Su un altare di
recente fattura, eretto a scopo commemorativo, spicca l'epigrafe “Primi Templi Nostri Locus”, “Luogo del nostro primo tempio”, che richiama l'originale iscrizione in peperino, posta sull'architrave dell'ingresso principale. La piazza antistante è la nostra ultima tappa, Piazza 5 Giugno 1944.

Foto Collezione Paolo Santini

Foto Collezione Paolo Santini

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